Alan Moore (nato nel 1953) è uno degli scrittori di fumetti più importanti e ha avuto una profonda influenza sulla cultura popolare. Le sue opere — Watchmen, From Hell, V for Vendetta, solo per citarne alcune — hanno rivoluzionato l’industria del fumetto. Il corpus dell’opera di Moore dimostra che i fumetti possono e devono essere presi sul serio come forma letteraria. Anche quando mediati attraverso la lente dei supereroi, le sue storie sollevano questioni cruciali riguardo all’etica, alla politica, alla morte, al sesso e al senso della vita. Moore esplora la condizione umana sia nei suoi aspetti divini e positivi, sia nelle sue dimensioni egoistiche e oscure.
La religione e la spiritualità — intese come connessione con l’universo, la trascendenza e l’umanità — sono sempre state centrali nell’opera di Alan Moore. In Watchmen incontriamo dimensioni politiche ed etiche; in Swamp Thing emerge un tono ecologico; e in From Hell vengono esplorati temi di archetipi e psicogeografia. La ricerca mistica divenne il fulcro centrale della produzione artistica di Moore in seguito a un risveglio spirituale avvenuto nei suoi primi quarant’anni. Con l’aiuto della psilocibina, egli visse quella che descrisse come una rivelazione metafisica, durante la quale scoprì la sua guida spirituale: la divinità romana serpentina Glycon. Alan Moore, insieme al coautore Steven Moore e a un circolo di amici, si immerse in pratiche magiche, nella Qabbalah, nei Tarocchi, nei rituali esoterici e in tradizioni affini.
Promethea (1999–2005) funge da manifesto metafisico di Alan Moore. Il personaggio di Promethea è l’incarnazione stessa dell’immaginazione — una figura capace di ascendere al divino e di ritornare all’umanità per salvarla dal materialismo, dalla violenza e dall’avidità. Essa racchiude in sé tutte le religioni e le tradizioni spirituali, rappresentando la convergenza dell’espressione creativa, artistica e magica. Promethea è al tempo stesso profana e sacra, corporea e metafisica.
Moore ha esplorato la sua teologia, la sua teodicea e le sue pratiche spirituali attraverso i fumetti, diventando infine un’autorità religiosa sui generis — in particolare all’interno di circoli esoterici come i thelemiti e i maghi del Caos. Per i maghi aspiranti, le opere di Moore non erano semplicemente intrattenimento; venivano percepite come portatrici di verità esoteriche più profonde. Lo stesso si potrebbe dire di altri artisti che lavorano all’intersezione tra arte ed occultismo, come Kenneth Anger e Grant Morrison.
D’altro canto, nel suo nuovo libro The Moon and Serpent Bumper Book of Magic, recensito qui, Moore raggiunge una nuova tappa del suo percorso — andando oltre il formato fumettistico o artistico per abbracciare pienamente l’istruzione spirituale. Questo volume di 350 pagine è esplicitamente educativo per natura, con l’obiettivo di insegnare e ispirare coloro che sono interessati alla magia, all’esoterismo, all’occultismo e alla spiritualità. Come scrive Moore, il suo scopo è quello di sostenere i lettori «per poter perseguire [i loro] stessi interessi ed esperimenti» (p. 15).
Il libro è organizzato in sezioni ricorrenti:
- “Vite di grandi incantatori”: strisce a fumetti dedicate a brevi biografie di figure religiose, maghi e cercatori spirituali — da Zoroastro ad Aleister Crowley, passando per Lovecraft, Roger Bacon ed Éliphas Lévi.
- Saggi pedagogici che spiegano la storia e i significati di sistemi come la Qabbalah, i Tarocchi e varie ontologie (spiriti, demoni, angeli, ecc.).
- Testi istruttivi che offrono strumenti pratici per raggiungere stati alterati di coscienza — tra cui il sogno lucido, la scrittura automatica, la proiezione astrale, l’uso di sostanze psicoattive e la magia sessuale. Questi includono anche consigli pratici per la creazione di strumenti magici (bacchette, coppe, pentacoli, vesti, ecc.) e per l’esecuzione di rituali come la Croce cabalistica o il Rituale Minore di Allontanamento del Pentagramma (LBRP).
- Un romanzo, suddiviso in sei capitoli, che segue la protagonista Adeline Carr mentre scopre ed esplora il mondo magico, con tutte le sue meraviglie e i suoi pericoli.
- Un fumetto incentrata su Alessandro di Abonoteichus e la sua divinità Glicone, un riflesso del percorso spirituale personale di Alan Moore.
- Allegati, tra cui tabelle di corrispondenze, alfabeti magici e pagine di modelli per creare il tuo spazio rituale.

È difficile condensare una discussione così eterogenea e ampia sulla spiritualità in una breve recensione di un libro, ma ritengo che i temi seguenti siano i più importanti.
L’arte è magia
Secondo gli autori, l’arte è magia, non solo nel senso convenzionale di suscitare meraviglia, ma in un senso più profondo e letterale: la magia, come il linguaggio, plasma la coscienza e, in ultima analisi, la realtà. Partendo dall’immagine dello “Stregone Danzante” dipinta nelle grotte di Lascaux oltre 18.000 anni fa, sostengono che la magia sia stata il primo atto linguistico dell’umanità. In questo senso, la magia precede la cultura, segnando un momento cruciale nell’evoluzione umana.
Questa prospettiva implica una visione specifica dell’esperienza religiosa, che enfatizza l’esplorazione empirica della realtà (sia visibile che invisibile) e sfida l’istituzionalizzazione e il dogma. Secondo gli autori, la religione tende a concentrarsi sul controllo della realtà, mentre la magia si occupa di esplorarla.

Esplorare la coscienza umana come paesaggio metafisico
Gli autori si concentrano sull’esplorazione della coscienza, intesa come un paesaggio collettivo popolato da archetipi. Le coscienze individuali non sono monadi isolate, ciascuna con una propria comprensione separata della realtà; piuttosto, condividono – consapevolmente o meno – un terreno metafisico comune. Questo paesaggio interiore condiviso è abitato da entità come demoni, angeli, dei, elfi, alieni grigi e altri. Questi esseri possono essere invocati come strumenti simbolici o esperienziali per approfondire la nostra comprensione sia del mondo che di noi stessi.
Instabilità ontologica
Non è ancora chiaro se questo paesaggio metafisico sia un regno ontologico reale e separato o semplicemente un prodotto dell’immaginazione. Secondo gli autori, questa ambiguità non è particolarmente rilevante per la ricerca spirituale. Suggeriscono: “Non hai alcun obbligo di decidere se l’esperienza sia psicologica o soprannaturale. Un approccio scettico è probabilmente il migliore” (p. 53).
La Ricerca Spirituale Dovrebbe Essere Divertente: Divulgare la Magia
Nonostante il suo scopo educativo, il libro cerca di intrattenere il lettore. Le illustrazioni di Kevin O’Neill, John Coulthart, Steve Parkhouse, Rick Veitch, Melinda Gebbie e Ben Wickey sono sbalorditive e le avventure avvincenti. Alcuni sociologi potrebbero vedere questo come una prova della mercificazione e banalizzazione della religione. Tuttavia, gli autori intendono trasmettere un messaggio diverso: la magia è emozionante, divertente e avventurosa. Il loro obiettivo è dissipare l’idea che la ricerca magica sia oscura, erudita ed elitaria, riservata solo a pochi eletti. Al contrario, la magia dovrebbe essere accessibile a tutti. Questo è un atto politico di divulgazione della magia, che sfida non solo le religioni istituzionali e i loro codici morali, ma anche le autorità esoteriche che rivendicano una conoscenza superiore e assoluta.

Magia etica e politica
L’enfasi sull’esplorazione individuale non implica, per questi autori, un’approvazione dell’individualismo. Al contrario, propugnano la pratica della magia in piccoli gruppi per evitare i pericoli della pratica solitaria – come la solitudine e la follia – così come le insidie di organizzazioni rigide e strutturate che impongono sistemi inflessibili.
Inoltre, sebbene gli autori sostengano che tutte le strutture sociali, morali, politiche e teologiche debbano essere messe in discussione a favore dell’esplorazione individuale, non promuovono una spiritualità amorale. Piuttosto, invocano pratiche spirituali consapevoli che non usino gli altri semplicemente come mezzi per raggiungere un fine. In questo, criticano l’egoismo e il comportamento immorale di Aleister Crowley, pur riconoscendolo come il più importante mago moderno. Criticano anche i maghi del Caos per il loro approccio materialista e individualista, che, a loro avviso, trascura il più alto valore spirituale della magia.
Secondo gli autori, i maghi non dovrebbero sfruttare altre entità per ottenere vantaggi materiali, ma piuttosto ascoltare e imparare da questi esseri non umani, con l’obiettivo di rendere il mondo un posto migliore. Per questo motivo, la magia di Moore è un atto politico, radicato nella lunga tradizione dell’esoterismo progressista – che trae spunto da figure come Éliphas Lévi, il Discordianesimo e Robert Anton Wilson – per resistere alla rinascita di politiche illiberali e religioni fondamentaliste.
I lettori interessati alle spiritualità alternative apprezzeranno questo libro per la sua bellezza e la sua erudizione. Chi si aspetta un nuovo fumetto, tuttavia, potrebbe rimanere deluso, poiché quest’opera ha una natura più teologica, seppur rivoluzionaria.
